Un infermiere può salvare una vita? Non si tratta di una semplice frase fatta, ma di una realtà che ci circonda quotidianamente e che solo di rado emerge sulle pagine della cronaca. Lo si potrebbe ad esempio chiedere alla donna incinta che, a Borso del Grappa (Treviso), è stata salvata proprio da Luca Tommasi: un infermiere di 35 anni che ha saputo soccorrerla da un malore avuto in seguito ad un’intossicazione da monossido.

È stata proprio la sua diagnosi fulminea a salvare non una ma ben due vite. Questo è soltanto uno dei tanti esempi che ci dimostra l’importanza del ruolo di un infermiere, vale a dire di una figura professionale che da sempre funge da punto di contatto umano con i pazienti. Parliamo di un lavoro dignitoso che presuppone una grande umanità e una specifica preparazione professionale.

Professione infermiere: come diventarlo?

Il primo passo per diventare infermiere è studiare, nello specifico iscrivendosi ad un corso universitario di infermieristica: parliamo di una missione che richiede sin da subito una grande preparazione, considerando che l’accesso è a numero chiuso e dovrete dunque superare un test d’ammissione. Come prepararvi per il test? Gli argomenti dell’esame varieranno dalla cultura generale a fisica e matematica, passando per domande di logica e, ovviamente, per materie strettamente legate a questa professione sanitaria, come la biologia e la chimica. Una volta che avrete conquistato l’accesso al corso, potrete finalmente specializzarvi in materie come anatomia, biochimica e istologia.

Durante gli anni universitari dovrete poi affrontare il tirocinio da infermieri: una tappa fondamentale, perché sarà qui che prenderete contatto con i pazienti e imparerete quanto sia decisivo il rapporto umano con loro. Infine, una volta conseguita la laurea, avrete l’opportunità di cercare un impiego: da questo punto di vista, dovrete preparare in modo adeguato il vostro CV. Come fare? Il nostro consiglio è di capire come compilare il curriculum vitae per infermiere, così da poter approfondire anche tutti quegli aspetti relativi alla ricerca di lavoro utili per chi desidera svolgere questa professione.

 

Specializzazioni: ecco l’infermiere di famiglia

In base alla modernizzazione e alla ristrutturazione del sistema sanitario italiano, nel nostro Paese stanno nascendo tantissime nuove opportunità per chi ha scelto di laurearsi in infermieristica, così da poter sfruttare le proprie conoscenze in ambito medico, senza per questo offuscare il proprio talento da un punto di vista prettamente umano. Una delle specializzazioni più interessanti, in questo senso, è quella dell’infermiere di famiglia: si tratta, nello specifico, di un infermiere specializzato nella cura dell’individuo, ma ad un livello maggiormente personalizzato. Questa figura, infatti, si occupa di compiti come l’assistenza sanitaria di un membro della famiglia o della comunità, e agisce come collegamento diretto fra le strutture cliniche e ospedaliere e i propri pazienti, umanizzando dunque i percorsi terapeutici. Infine, l’infermiere di famiglia opera anche come consulente per delineare stili di vita che siano improntati al benessere e alla salute dell’individuo, e può lavorare sia come libero professionista, che come dipendente di una struttura. Da quanto visto finora, emerge quanto sia delicato il ruolo di questo professionista, proprio perché portato ad avere un rapporto umano molto solido con casi che, spesso, presentano malattie croniche e dunque molto gravi.

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