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SASSARI. « Figli di una sanità minore?». È quanto si chiede la segreteria territoriale del Nursind a proposito dell’assistenza prestata dagli infermieri nel nuovo carcere di Bancali. Il sindacato delle professioni infermieristiche in una nota rileva come l’Asl l’abbia affidata «a un manipolo di infermieri quasi abbandonati a se stessi ad affrontare le immaginabili difficoltà che la peculiarità ambientale comporta».

 

Secondo il Nursind «il trasferimento nella nuova struttura di Bancali non ha portato alcun miglioramento organizzativo e integrazioni al risicato numero di operatori. Privi di una figura di coordinamento, la turnistica è autogestita e il referente aziendale sembra impotente di fronte alle necessità del personale, costretto a turni prolungati e giunto a metà estate con tutte le ferie da fare rispetto ad un contratto in scadenza a settembre che non si sa se e per quanto verrà rinnovato». Il sindacato afferma che «la precarietà degli addetti è uno degli aspetti non risolti nel recente passaggio dall'amministrazione penitenziaria all'Asl. Sollecitiamo pertanto un intervento del direttore Generale per ridare dignità al lavoro ingrato degli infermieri della sanità carceraria che finora non hanno trovato ascolto e tantomeno risposte alle loro istanze da parte del Servizio Infermieristico competente».